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Tu eri seduto davanti a me. Una birra, un piatto di olive all’ascolana. Le tue parole su Gaza. Gli occhi lucidi. Un brindisi.Io ascoltavo, rapito. Avevi braccia forti, grandi come tronchi. Avevi gli occhi buoni.

“Torno a Gaza tra qualche settimana”, mi dicesti.

“Vorrei venire”, risposi.

“Ecco, magari. Scrivimi un giorno di questi, che ti dico da dove passare e come fare. E mandami il documentario sui Rom”.

Ti ho scritto, mi hai spiegato tutto nei minimi dettagli. Non sono mai riuscito a partire.

 

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