ciao Chicca

Ci sono gli animali. E ci sono le bestie. Della prima categoria apparteneva la mia Chicca. Della seconda l’uomo che l’ha avvelenata qualche giorno fa.

Chicca era il mio cane. Era soprattutto uno degli esseri a me più cari in assoluto. Un lupo affettuoso e curioso, capace di esprimere con gli occhi i sentimenti che animano la vita di tutti, senza fronzoli, né retropensieri, né invidie o gelosie. I sentimenti che sono come l’acqua per un assetato. La giaoia era gioia pura e senza riserve. La paura, la curiosità, anche.

Chicca correva su una salita di breccia a 50 all’ora. Quando la portavo al mare nuotava come un motoscafo. Chicca saltava un metro e mezzo in altezza, da ferma, per giocare con le anatre di là dello steccato. Chicca sporgeva la testa dal finestrino della Panda quando la portavo in giro, e il vento le formava come un sorriso. Chicca l’ha ammazzata qualcuno lasciando per terra una trappola avvelenata.

Io ho vissuto il mio dramma da Parigi mentre a casa tutti hanno dato l’anima per salvarla. Come una figlia, una della famiglia. Per cinque giorni il respiro le è inciampato tra i denti, a fatica. Stanotte Chicca si è stancata. La penso in un paradiso di cani. Al nostro non ci credo, non  lo meritiamo. Tornare a casa da Parigi avrebbe dovuto essere una festa. Invece sarà dura.

davide, 14/6/12

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