Che ne sarà del mio viaggio in bici

 

 

Stavo progettando tutto nei dettagli. Partire da Parigi, discendere la Francia sino ai piedi delle Alpi, poi scalare il Galibier e il Moncenisio. Certo, a parole è facile, ma il Galibier è a quasi 3000metri di quota e lassù persino il Tour de France annaspa. Bene, scalate le Api mi sarei fermato un paio di giorni in Val di Susa per recuperare e soprattutto per stare un po’ con i No Tav. Infine avrei puntato le ruote verso casa. Tutto in totale autonomia. Niente hotel, niente ristoranti. Tenda, sacco a pelo, fornello da campo. E gambe buone.

Avevo trovato uno sponsor per la bici, Cannondale. Anche le borse mi sarebbero state fornite da un’azienda mentre gli amici Andrea e Anna mi avrebbero finanziato la traversata in cambio di qualche favore alla loro cartoleria, Il Cartiglio, che fa anche restauro cartaceo. Tutto perfetto.

Invece l’altro ieri l’amico di Cannondale mi ha comunicato che non sarebbe riuscito a spedirmi una bici in tempo, ché dagli Stati Uniti a Parigi ci avrebbe messo un bel po’. Insomma, il mio viaggio è rimandato. Magari anziché Parigi-Offida risalirò i Balcani, oppure mi girerà la Grecia. Chissà…

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4 risposte a “Che ne sarà del mio viaggio in bici

  1. Cannondale? Ti accontenti di poco allora.

  2. Eh no Davide non avrebbe lo stesso sapore. Hia progettato di tronare da Parigi in bici? E così sia!

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